Mojito

50 ml di rum bianco

3 cucchiaini di zucchero di canna

angostura q.b.

8 foglie di menta

ghiaccio tritato o a cubetti q.b.

soda q.b.

succo di lime 1

Lavinia osservava come ipnotizzata il barman preparare il suo cocktail: schiacciò contro i lati del bicchiere le foglie di menta e lo zucchero, aggiunse il lime, pestò ancora, poi riempì il bicchiere di ghiaccio tritato. Aggiunse il rum, l’angostura e la soda. Un’ultima mescolata e le porse il bicchiere.

Non le piaceva bere da sola, ma le era arrivato un messaggio dal suo cavaliere. Avrebbe tardato, le aveva consigliato di cominciare a bere senza di lui, avrebbero sorseggiato insieme il suo secondo cocktail. La cosa le aveva dato parecchio fastidio, lei era sempre puntuale e non sopportava dover aspettare, ma quando appoggiò le labbra al bicchiere, sapendo che stava per bere il suo cocktail preferito, il suo malumore si placò. Il sapore acidulo del lime unito allo scricchiolio dei granelli di zucchero sotto i denti la facevano impazzire, sia d’estate che d’inverno. Mentre sorseggiava il suo cocktail, ripensò alle giornate trascorse, che l’avevano portata fin lì, in quel chiosco sulla spiaggia, a piedi nudi sulla sabbia fresca e con un bicchiere in mano, ad aspettare…

Era la sua prima vacanza da sola, era volata in Sicilia per due settimane di mare e di sole. Aveva un programma intenso: mattina e pomeriggio in spiaggia munita di crema solare, cappello a tesa larga, salviettone e libro da leggere.

Aveva un assoluto bisogno di relax e aveva deciso che sarebbe tornata in città abbronzata. Quella era la vera sfida: lei, pallida e con la pelle delicatissima, al ritorno dal mare sembrava sempre essere rimasta non sotto l’ombrellone, ma addirittura chiusa nella cabina dello stabilimento balneare.

Dopo qualche ora sotto il sole, Lavinia decise di postare una foto su Instagram: non vedeva l’ora di mettere in mostra il nuovo bikini color tiffany col reggiseno a balconcino, comprato per la vacanza. Allungò le gambe sul salviettone, cercò di assumere una posa sexy, o almeno aggraziata, obiettivo per lei difficilissimo, e scattò la foto. Qualche filtro di ordinanza, e il post fu pubblicato.

I commenti non tardarono ad arrivare, soprattutto da parte del genere maschile. Gli amici di vecchia data le raccomandarono di non scottarsi, la conoscevano bene e sapevano delle sue intenzioni suicide, ma gli altri, gli amici virtuali, le mandarono baci, cuoricini, persino delle rose.

«È proprio vero che in estate gli ormoni sono allo stato brado!» disse fra sé e sé Lavinia, ridacchiando.

Poi un commento attirò la sua attenzione… più che il commento, a dire il vero, che era nella norma, fu la foto profilo del commentatore, molto interessante. Un viso sorridente, con i capelli non troppo corti né troppo lunghi, occhi sottili ma luminosi e un bel sorriso.

Lavinia rispose al commento con qualche faccina innocua, ma tanto bastò per dare il via a una chat. Nel frattempo lei era andata a sbirciare il profilo dell’uomo, si chiamava Andrea, e ciò che aveva trovato le era piaciuto molto. Particolari del suo corpo tatuato (Lavinia aveva un debole per gli uomini tatuati) e auto anni cinquanta. Sulla carta pareva davvero interessante.

Lavinia e Andrea chattarono parecchio quel giorno, lui le raccontò che aveva una collezione di auto d’epoca che noleggiava per vari eventi. Lei si dimenticò di leggere il libro e di rimettere la crema solare, dimenticanza che le sarebbe costata una bella scottatura, ma se ne sarebbe resa conto solo quella sera…

Il giorno seguente Andrea le propose di uscire a bere qualcosa. Si trovava in vacanza anche lui in Sicilia, a pochi chilometri da lei, chilometri che avrebbe percorso molto volentieri per conoscerla e poi… chissà.

Lavinia era carica di aspettative per la serata: aveva giusto comprato un bellissimo paio di scarpe rosa col tacco altissimo, da abbinare al suo vestito di jeans, strettissimo.

E ora era lì ad aspettare… Finalmente arrivò il messaggio di Andrea, stava parcheggiando la macchina. Lei gli spiegò a che tavolino fosse e lo attese, in trepidazione. Quando se lo vide arrivare davanti ebbe la fortissima tentazione di prendere le scarpe che aveva appoggiato sullo sgabello vicino a lei, e scappare.

Era bassissimo, più basso di lei che ora era a piedi nudi, ma soprattutto, pesava almeno venti chili meno rispetto alla foto profilo, tanto che Lavinia si chiese se era possibile che si spezzasse nel corso di un amplesso un po’ focoso…

Non le venne in mente nulla che giustificasse una fuga, quindi si preparò ad affrontare la serata, convincendosi che, magari, l’avrebbe sorpresa con altre doti che non fossero la prestanza fisica!

Lui le sorrise amichevolmente, si chinò a darle un bacio sulla guancia e poi parlò.

Lavinia era molto sensibile alla voce maschile, c’erano uomini che bastava pronunciassero due sillabe e la mandavano sulla luna…

Quando lui cominciò a parlare, le poche aspettative che le erano rimaste per la serata si infransero inesorabilmente: aveva una voce stridula e acuta, sembrava fosse sul punto di mettersi a frignare da un momento all’altro.

Il suo appuntamento non poteva andare peggio di così, si disse Lavinia, ormai l’obiettivo era trovare il modo di uscire da quella situazione nel modo più civile e indolore, per lei.

Decise di immergersi nel suo mojito, e di ordinarne subito un altro.

Nella pausa tra un cocktail e l’altro si vide costretta ad ascoltare quella voce acuta che sembrava le graffiasse le orecchie, e in quel momento si rese conto che aveva preso l’ennesima cantonata. Certo che il suo appuntamento poteva peggiorare: il piccolo, stridulo uomo di fronte a lei stava tenendo un monologo sui pregi della dieta vegana, e non fece altro per il resto della serata. Se Lavinia avesse avuto qualche dubbio su questo tipo di alimentazione, quella sera decise che non l’avrebbe mai più potuto prendere in considerazione senza sentire una fastidiosa sensazione nei suoi padiglioni auricolari!

Finalmente le arrivò un messaggio dalle sue amiche che le chiedevano aggiornamenti sulla serata. Lei prese la palla al balzo e si inventò una scusa sul fatto che quel messaggio fosse un promemoria di una scadenza di lavoro che la costringeva a tornare a casa subito.
Andrea si mostrò molto comprensivo, forse aveva capito anche lui che la serata non era decollata.

Sul gruppo le amiche si scatenarono appena Lavinia vomitò il suo disappunto per il suo tragico appuntamento. Ma il livello più basso lo raggiunse la sua a questo punto ex amica Barbara, che se ne uscì con un «Lavinia, ma devi avere pazienza, prova a uscirci ancora, magari migliora…»

E la serata finì così, con due buonissimi mojito in circolo, e istinti omicidi in testa…

Pubblicato da Kitty

Sono una scrittrice e vivo con un gatto di nome Salem. Adoro il buon vino, le scarpe coi tacchi e il cioccolato, ma soprattutto il sesso, che vivo con fantasia e ironia, senza inibizioni e senza pregiudizi. Bisogna coltivare le proprie fantasie e cercare di realizzarle… così da farne nascere di nuove!

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