Canchanchara

6 cl di rum
2 cucchiai di miele
1 cucchiaino di succo di lime
ghiaccio

Francesca mescolò il miele col succo di lime nelle tazza di terracotta, aggiunse il rum e qualche cubetto di ghiaccio e raggiunse Letizia, che la aspettava seduta sul divano.

«È semplicissimo da fare, non l’avrei mai detto! Già ti immaginavo far volteggiare lo shaker come un bartender da campionato… sono quasi delusa». L’amica sorrise, si sedette sul divano e con sarcasmo rispose: «Se vuoi posso far volteggiare la tazza… ma poi chi pulisce il divano? Comunque hai ragione, pensavo pure io che sarebbe stato complicato da fare, e invece è proprio una sciocchezza!»

«Questo non vuol dire che d’ora in avanti lo berremo sempre a casa, vero? Adoro uscire per l’aperitivo il venerdì sera…»
«Se avessi evitato di slogarti la caviglia cadendo da un banale scalino, a quest’ora saremmo in centro a bercelo con tutta calma!»

«Hai ragione Francesca, sono proprio un disastro! Anzi, ti ringrazio perché sei venuta a tenermi compagnia. Mi stavo annoiando a morte, chiusa in casa tutto il giorno!»

«A che servono le amiche, se non per bere insieme? Lo sai che non si può mai bere da sole! Adesso sentiamo un po’ se è all’altezza del nostro modello di riferimento…»

Le due ragazze assaporarono il loro cocktail in religioso silenzio, un silenzio carico di aspettative… Posarono le tazze quasi in contemporanea sul tavolino davanti al divano e si guardarono soddisfatte: esame passato!
Il connubio di dolce e aspro funzionava alla perfezione e il ghiaccio non dava alcun fastidio, anche se la serata invernale era particolarmente rigida. Ma il caminetto era acceso e il fuoco scoppiettava allegro, lasciando tutto il freddo fuori dalla stanza.

Letizia riprese in mano la tazza e anche il cellulare, facendo partire della musica.
«Dai che animiamo la serata! Ma credo che ne serva un altro di questi» disse agitando la tazza, vuota «Visto che sei così brava a farlo…»

Francesca non se lo fece ripetere due volte, finì anche il suo cocktail e tornò al bancone della cucina, per ripetere la magia. Stavolta fece un po’ più di fatica a concentrarsi, sentiva già la testa vuota e quella sensazione di leggera euforia che sempre accompagnava le sue bevute, soprattutto se cominciava a bere a stomaco vuoto. I freni inibitori, anche se lei ne aveva già pochi da sobria, si disattivavano e cominciava a ridere per qualsiasi cosa, non riuscendo più a smettere.

La missione fu comunque portata a compimento e dopo qualche minuto Francesca tornò al suo posto di combattimento, un po’ malferma sulle gambe ma decisa a godersi anche il secondo giro. Letizia la guardava con aria divertita, conosceva i segnali ormai: c’erano tutti i presupposti per una serata scoppiettante, tanto quanto quel caminetto davanti a loro.
Nel frattempo partì una delle canzoni preferite di Francesca, “Shape of you” di Ed Sheeran. Quando ascoltava quella canzone non riusciva a stare ferma, e ascoltarla da brilla era molto meglio. Bevve ancora un po’ del suo cocktail e si alzò in piedi, si tolse le scarpe e cominciò a ballare, lasciandosi trasportare dalle note sensuali e conturbanti della canzone. Letizia era invidiosa, con quella caviglia non poteva certo fare compagnia all’amica, anche se ne aveva una voglia matta. E, cominciò a pensare, non solo di ballare con lei. Si sorprese dei pensieri che cominciavano a frullarle in testa, non aveva mai guardato Francesca sotto quella luce e ora le pareva di vederla per la prima volta. I suoi movimenti non erano per nulla aggraziati, eppure la noncuranza che manifestava li rendevano sensuali. Sembrava una ragazzina. Si stupì della sua profonda voglia di baciare quelle labbra che non azzeccavano nemmeno una parola del testo.

Francesca si fermò un attimo per riprendere fiato, si tolse il vestito e rimase in reggiseno e perizoma, rossi, coordinati, come suo solito: aveva la mania dei completini intimi coordinati. Poi si girò verso Letizia e la sua espressione divertita cambiò improvvisamente. L’atmosfera nella stanza era mutata, la tensione sessuale si percepiva chiaramente, ora la sentiva anche Francesca.

Con uno sguardo carico di pensieri piccanti, e con tutte le intenzioni di metterli in pratica, si avvicinò all’amica che per forza di cose non poteva far altro che stare immobile sul divano, ma che era elettrizzata per quanto stava per accadere.

Si mise a cavalcioni su di lei, le scostò i capelli dal viso e cominciò a baciarla con tenerezza. Letizia aprì le labbra e le loro lingue cominciarono a godere di quel gioco nuovo tra loro, quasi proibito. I baci divennero sempre più appassionati, Francesca tolse la t-shirt all’amica e la aiutò a sistemarsi meglio sul divano. Ridacchiarono per la scarsa mobilità di Letizia, che era un po’ preoccupata di aggravare la sua slogatura. «Non pensarci» le disse Francesca slacciandosi il reggiseno e ricominciando a baciarla.

Letizia ne approfittò subito e cominciò a strizzarle i capezzoli, che si inturgidirono ancora di più. Francesca emise dei gridolini di piacere e ricambiò mordicchiandole le labbra carnose. L’atmosfera nella stanza era sempre più bollente, nonostante il fuoco nel camino fosse stato lasciato morire: c’era ben altro fuoco da attizzare.

E così si ritrovarono entrambe nude sul divano di pelle bianca, dimentiche di come fossero arrivate a quel punto. Si presero una pausa per finire il loro cocktail. Rimasero qualche secondo a fissarsi, le tazze in mano, vuote. Francesca mise i due recipienti sul tavolino, guardò l’amica per capire se fosse pronta ad arrivare fino in fondo e quello che lesse nei suoi occhi le piacque da impazzire: desiderio di trasgressione, di andare oltre i limiti, di provare nuove sensazioni.

Tuffò la testa tra le cosce di Letizia e trovò il suo clitoride già gonfio e turgido. Era fradicia, Francesca assaporò tutto il suo piacere, eccitandosi sempre più, man mano che sentiva con la sua lingua crescere l’eccitazione dell’amica. Cominciò a toccarsi, voleva raggiungere l’orgasmo insieme a Letizia, il loro primo orgasmo e chissà, magari anche l’ultimo.

Non sapeva se avrebbero ripetuto l’esperienza, e si stupì del fatto che non gliene importasse molto: voleva viversi quel momento speciale, che sarebbe rimasto un segreto, magico momento speciale tra loro.

Con questi pensieri che si agitavano tra loro raggiunsero entrambe l’orgasmo, intenso e profondo. Francesca si accasciò accanto a Letizia, che le fece un po’ di posto sul divano, e rimasero abbracciate, in silenzio, per un po’, come se avessero paura di interrompere con le parole quella serata perfetta tra amiche.

Pubblicato da Kitty

Sono una scrittrice e vivo con un gatto di nome Salem. Adoro il buon vino, le scarpe coi tacchi e il cioccolato, ma soprattutto il sesso, che vivo con fantasia e ironia, senza inibizioni e senza pregiudizi. Bisogna coltivare le proprie fantasie e cercare di realizzarle… così da farne nascere di nuove!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: