La faticosa vita di una slave

Ogni mattina una slave si alza e sa che dovrà affrontare una dura giornata, ricca di marpioni da falciare, pregiudizi contro cui combattere e, fatica più piacevole, desideri del padrone da esaudire.

I marpioni da falciare sono molti, soprattutto sui social, ma non devi necessariamente essere una slave per doverti districare tra questi polpi virtuali che ti assalgono ogni giorno, basta essere una donna e avere un profilo social di qualunque tipo.
Se poi malauguratamente il tuo padrone apprezza che tu metta nel tuo profilo kinky una foto sexy, la maggior parte dei polpi di cui sopra si sentono autorizzati a mandarti foto del loro “gioiello” senza nemmeno chiederti se apprezzi o meno, perché, da decerebrati quali sono, pensano che tu stia tutto il giorno ad aspettare solo quello… e proprio il loro, per giunta. Il massimo, poi, arriva quando, per cercare di frenare le avances, tu fai presente che appartieni a un padrone, e loro capiscono che tu stai parlando di un protettore. In quel caso, come capirete, il tasto “blocca” si schiaccia da solo!
Quando poi sei una novellina nel campo, nonostante la tua veneranda età, insorge un ulteriore problema, se ti capita che il tuo interlocutore, una volta tanto, non sia un polpo ma una persona con cui chiacchierare di argomenti di cui è complicato parlare con le amiche… sei nel mezzo di una conversazione interessante e lui comincia a citare nomi in inglese di attrezzi o pratiche che tu non hai mai sentito nominare, anche se magari le hai pure provate! E siccome la sindrome da prima della classe non ti ha mai abbandonato, ti tocca chattare con la pagina di Google aperta, per cercare il significato di una parola su due, senza dimenticare di cancellare poi la cronologia delle tue ricerche, che non si sa mai!

Per quanto riguarda i pregiudizi, quello più radicato è che, siccome sei una slave, allora la tua caratteristica è quella di obbedire a chicchessia, come un cagnolino ammaestrato. Tu cerchi di spiegare che l’obbedienza di una slave si deve conquistare, come la sua fiducia, ma alla fine capisci che i mulini a vento sarebbero più utili da combattere, quindi li lasci nella loro crassa ignoranza e passi oltre… non meritano il tuo tempo e le tue parole.

I desideri del padrone da esaudire sono la parte più interessante delle fatiche di una slave. Ti può venire richiesta la foto del buongiorno, tutti i giorni. Quindi tu ogni mattina devi arrancare in bagno, cercando di recuperare un minimo di lucidità, quel tanto che basta per saltare sul tacco 15 (che foto del buongiorno sarebbe, senza un tacco 15?) senza azzopparti o procurati dei danni permanenti a qualche articolazione, ricordarti di metterti il collare, posizionare il cellulare, assumere la posizione preferita dal tuo master e scattare. Di posizioni ce ne sono diverse, ma fortunatamente tutte prevedono lo sguardo basso: almeno non sei obbligata a truccarti!
E poi il tuo master potrebbe pretendere che tu abbia sempre lo smalto su mani e piedi, del colore che piace a lui, e ben curato, quindi la manicure sera sì e sera no è un must. Ma i suoi messaggi di apprezzamento ripagano in pieno le fatiche che fai, e sei felice di aver ottenuto la sua approvazione.

Può però capitare che il rapporto con il tuo master si interrompa, per mille motivi, come capita in ogni tipo di relazione.
E allora ti assalgono mille dubbi… Una slave è tale anche se non ha più il suo master? È la slave che sceglie il master, o il contrario? Come si fa a scegliere un nuovo master? Perché una cosa è certa: come slave hai bisogno di appartenere a qualcuno, hai buttato il collare del tuo master in un angolo dell’armadio, lontano dagli occhi e dal cuore, ma la stretta del collare sulla gola ti manca da morire e sai che quello non lo vuoi più indossare. Paradossalmente, sei più libera di respirare, eppure senti che senza collare l’aria ti manca, anche se hai fatto tanta resistenza a metterlo, all’inizio.
Quindi, l’unica cosa che resta da fare, se sei una slave intraprendente e che non ama stare con le mani in mano ad attendere che le cose accadano, è organizzare dei casting per il nuovo master: ormai sai quello che vuoi, sai quanto vali e sai che non ti vuoi accontentare…
La notizia si è sparsa in giro, devi solo decidere come valutare i candidati.
I primi da scartare sono i master part-time, categoria molto nutrita e agguerrita.
Di solito sono sposati, ma non è mai una cosa seria, e sono tutti lì lì per separarsi (che strana coincidenza, eh?) oppure hanno un matrimonio di facciata e, a sentire loro, sono entrambi (marito e moglie) liberi di farsi i cavoli loro. Quindi sono pronti a rivoltarti come un calzino, sbatterti come un tappeto e aprirti in due come una cozza… poi però durante il weekend non ricevono nemmeno i messaggi e stranamente spariscono…
E tu sai che, moralismi a parte, di un master così ti stuferesti presto, perché troppi sono i limiti, le rotture di scatole, e tu non sei tipo da accontentarti delle briciole di un uomo.
Poi ci sono i master improvvisati, altra categoria ben nutrita, e altrettanto pericolosa. Avere una frusta non ti rende automaticamente un master, ci vuole ben altro. Certo, se il tuo scopo è giocare a fare il master con una donna che gioca a fare la slave, una bella attrezzatura può bastare. Ma se il tuo obiettivo è più viscerale e sai che il tuo essere slave è un aspetto profondo del tuo essere, che vuoi esplorare fino in fondo, di un master del genere che te ne fai? A parte invitarlo alla festa di Halloween con tutta la sua attrezzatura, non ci puoi fare molto di più.

E poi magari spunta qualcuno, che ti fa le domande giuste, che vuole capire come sei, cosa senti, e comincia a leggerti dentro… magari la distanza è tanta, ma ti dice che si inventerà qualcosa, perché ha delle sensazioni magnifiche su di te, su di voi… e tu senti che ci vuoi stare, ci vuoi provare, a piccoli passi, senza affrettarti troppo, senza bruciare le tappe, anche se devi sforzarti di stare calma e affidarti ai suoi ritmi e non ai tuoi, che sono sempre troppo veloci!

Insomma, la vita di una slave sarà pure faticosa, ma è davvero molto molto divertente…

Pubblicato da Kitty

Sono una scrittrice e vivo con un gatto di nome Salem. Adoro il buon vino, le scarpe coi tacchi e il cioccolato, ma soprattutto il sesso, che vivo con fantasia e ironia, senza inibizioni e senza pregiudizi. Bisogna coltivare le proprie fantasie e cercare di realizzarle… così da farne nascere di nuove!

4 pensieri riguardo “La faticosa vita di una slave

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