Monache e pescatori

Dopo qualche giorno dall’invio delle lettere d’invito, iniziarono ad arrivare le prime adesioni…. doveva essere speciale quella festa e al monastero c’era fermento! Le suore più avvenenti e intraprendenti si stavano organizzando per rendere indimenticabile quella sera. Ai pescatori era stato chiesto un carico extra di ostriche e crostacei, che Donata e Clara seppero ripagare al meglio… eh beati quei pescatori trastullati dal puro piacere di quelle dolci bocche, capaci di risvegliare gli istinti più oscuri. Flavio, innamorato di Clara non riusciva più a stare a lungo senza vederla, la sua pelle, il suo sguardo e quell’incantevole sorriso erano ormai la sua felicità! Quando la penetrava sentiva ogni centimetro della sua pelle tendersi ed eccitarsi. Avere quella fichetta gocciolante tutta per lui era un sogno, la scopava in ogni posizione ma la sua preferita era a pecorina, così poteva ammirare quel ben di Dio in tutto il suo splendore e con un colpetto della mano schiaffeggiare quelle chiappette. Ahh l’amore…

Il ricevimento però aveva bisogno ancora di qualche oggetto fondamentale, corde e dei falli in vetro, alcuni piccoli, altri più grossi, realizzati grazie a delle conoscenze speciali della Badessa.

Vino, candele, pesce, musica, c’era tutto. Il convento era addobbato meravigliosamente, la luce dei candelabri illuminava il passo e guidava gli ospiti, arrivati con le barche, verso il salone principale dove tutti avrebbero cenato, il suono della musica riempiva l’ambiente e caricava gli animi. Il vino scorreva abbondante e le prime avvisaglie che sarebbe stata una serata divertente arrivarono presto, quando alcuni uomini presero sottobraccio tre consorelle, iniziarono a ballare togliendo loro le vesti, e riportandosele a tavola nude. La cena proseguì rapidamente e riscaldate dall’alcol anche Valeria e Margherita si spogliarono, a questo punto gli uomini presero esempio e lanciarono lontano scarpe e vestiti ingombranti. Più o meno per ognuno c’era una donna, quindi si scelsero usando l’istinto o secondo le abituali frequentazioni. Solo un uomo voleva però una persona speciale e a lui cara, la Badessa! Sapeva che lei sola lo avrebbe reso felice, così andò a cercarla, lei lo riconobbe. Era Severo, molto tempo prima erano stati insieme, prima che le cose cambiassero e Teresa fosse mandata in convento. Lei aveva un portamento sicuro e uno sguardo che incuteva timore, ma Severo lo amava più di ogni altra cosa, si scioglieva davanti a quegli occhi, il cuore batteva forte e le ginocchia tremavano non poco. Teresa dal canto suo da dieci anni non sentiva desiderio per alcuno, ma in quel momento, saranno stati i bicchieri di vino, l’atmosfera della serata o chissà che altro si sentì divampare dal calore trovandosi davanti Severo che la guardava con occhi sognanti. Lo voleva, voleva riprovare quelle sensazioni. Si appartarono e divennero una cosa sola per ore.

Nel frattempo in salone stava capitando di tutto… Filippa si era fatta legare le mani e con gli occhi bendati non sapeva chi la stesse sfiorando, i brividi le correvano sulla schiena e piccole scosse le arrivavano fino alle dita dei piedi, a ogni tocco. Era lì con la sua fichetta bagnata, desiderosa e quell’attesa la faceva impazzire. Ad un tratto dalla sedia su cui era seduta venne spostata a pancia in giù sul tavolo e con un dildo di vetro appositamente fatto fare per quella sera qualcuno iniziò a penetrarla… facendola urlare di piacere, per lenire quei gemiti un uomo le infilo il pene duro e grosso in bocca… così piena ebbe la sensazione di essere su un altro pianeta. La sua pelle era tesa e i capezzoli turgidi. Una delle consorelle si mise sotto di lei per succhiare e strizzare quei seni grossi e duri… l’estasi, l’apoteosi la invasero e venne in un orgasmo che non sapeva potesse raggiungere. Valeria e Margherita avevano rubato uno dei dildo in vetro di piccola dimensione, per stimolare l’afrodisiaco orifizio anale del loro adorato Benedetto. A loro due proprio non poteva resistere e i tre ormai avevano un intesa che sfiorava la perfezione. Quella sera si lasciò andare e trovò grande piacere quando Valeria si prese cura del suo corpo e mentre Margherita si soffocava pur di non mollare il pene gonfio più che mai, grazie a quel piccolo dildo appena appoggiato al suo ano che gli stimolava ogni senso! Prese Margherita e la penetrò con forza mentre Valeria non mollava il dildo da quella posizione, anzi lo lasciava entrare un po’ di più ad ogni spinta. Valeria era bagnata così tanto che non poteva più resistere, si mise a terra in ginocchio a fianco di Margherita e lasciando la pancia a terra inarcò il ventre mettendo davanti alla faccia di Benedetto tutto ciò che poteva. Prontamente lui si accinse a leccare con veemenza quel succo dolce e delizioso. Anche se era già venuto non mollava la posizione, spostò Valeria proprio sopra la faccia di Margherita e insieme, tra qualche spinta con le dita e le loro lingue diedero a Valeria un esplosivo e rumoroso orgasmo. Margherita era in estasi, tutti quei corpi sopra di lei, i liquidi che le correvano sulla pelle, l’odore del sesso che impregnava la stanza…

Ma come sempre, ogni cosa bella ha una fine.. ed era giunta l’ora che gli uomini lasciassero l’isola del monastero per tornare sulla terraferma. Anche se riluttanti all’idea di tornare a casa dovettero adattarsi e partire. Dopo quella sera ci furono non pochi problemi, qualche fidanzata o moglie iniziò a farsi domande e volevano spiegazioni riguardo al pesce che arrivava sempre in minor quantità, per non parlare degli orari strani di pesca e per non dire quanto le ostriche fossero calate di numero, impedendo un buon guadagno dalla vendita del pesce al mercato. Un paio di mogli si organizzarono, travestite da uomini e con una piccola imbarcazione da passeggio seguirono una notte i mariti pescatori, quando videro che il pesce veniva lasciato al convento iniziarono i primi sospetti. Seguendoli altre notti notarono che alcune barche si fermavano al convento ancora prima della battuta di pesca e gli uomini scendevano anche per un’ora o più. Senza dire nulla andarono e avviarono una serie di denunce al vescovo di zona e per le suore del convento iniziarono i primi problemi. Ma scaltre e forti, al primo tentativo di sgombero della struttura reagirono con una potente sassaiola e salvarono la situazione, fino a che non fu inviato l’esercito e le suore furono disperse e allontanate in strutture diverse dove non potevano più essere causa di guai e disonore. Terminò così la vita monacale sull’isola di S. Angelo della polvere, dopo 45 anni di vita dissoluta e selvaggia delle monache residenti, che nel mentre avevano anche messo al mondo figli e amato davvero i loro amanti. Per alcune di loro ci fu anche la possibilità di lasciare la vita monacale ed avere una famiglia a tutti gli effetti!

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