In ostaggio, parte seconda

Sentì dei passi che si avvicinavano piano e le giravano intorno. Non era la donna, erano passi diversi, suoni diversi. Suola di gomma e leggero suono metallico a ogni passo: Vittoria ipotizzò indossasse degli anfibi con delle borchie in metallo, e subito dopo si chiese a cosa le servisse tale informazione. Nel frattempo i passiContinua a leggere “In ostaggio, parte seconda”

In ostaggio

Ore 22.00. Finalmente il turno era finito. Vittoria non riusciva proprio ad abituarsi all’ultimo turno. Era anche inverno, era buio e quella sera un nebbione fitto era calato sulla città, tanto che la ragazza temeva di non riuscire a ritrovare la sua macchina nel parcheggio. Ciliegina sulla torta, poco prima che lei chiudesse la cassaContinua a leggere “In ostaggio”